23.08.09 | Mundus

Ci sono dovuti scappare più di 70 morti per tornare a parlare dei viaggi della speranza di migliaia di clandestini che sbarcano sulle nostre coste. Dopo gli annunci del governo sugli accordi raggiunti con la Libia per fermare le partenze, sembrava che non arrivassero più navi. Sembrava, appunto. In realtà gli sbarchi sono proseguiti e continuamente sono stati ritrovati cadaveri nelle acque a largo di Lampedusa. Solo che non ne è stata data notizia sulla stampa e nella tv italiana, visto che, come sosteneva già il primo agosto il giornalista Eric Valmir sul suo blog, le autorità marittime non emettono più alcun comunicato (articolo segnalato e tradotto da Daniele Sensi qui).

Ma l'orrore non finisce qui. Renzo Bossi, balzato agli onori della cronaca non solo per essere figlio di Umberto ma anche perché bocciato per tre volte consecutive alla maturità, aveva messo sulla pagina facebook del Carroccio un gioco interattivo chiamato “Rimbalza il clandestino”. Riporto da Repubblica on line: «“L'obiettivo di questo gioco è mantenere il controllo dei clandestini che arrivano in Italia”. Su una schermata viene raffigurata la nostra penisola, insieme a delle boe e dei salvagenti. Ovviamente nessuno riceverà mai alcun salvagente, perché l'unico scopo del giocatore è quello di far sparire la barca apparsa all'improvviso, cliccandoci sopra con il mouse, da una fino a cinque volte. I punti che si ricevono per ogni imbarcazione colpita dipendono dalle sue dimensioni: uno per quelle più piccole, fino ad un massimo di cinque. Gli sbarchi avvengono lungo tutte le coste, anche quelle della Liguria. Una barra, in alto, tiene traccia delle imbarcazioni rimandate indietro: "Se la barra sarà al massimo - spiegano le istruzioni - vorrà dire che avrai dimostrato la tua bravura e potrai passare al prossimo livello". Più si va avanti, e più i "nemici" da respingere si moltiplicano. Perde chi non riesce a far sparire abbastanza barconi. In questo caso si riceve il classico messaggio di "game over", accompagnato da un invito a ritentare la fortuna: "Prova ancora. Vedrai che la prossima volta riuscirai a dimostrare di essere un vero leghista"».

La Lega e Bossi junior sono stati denunciati dall’ARCI per istigazione all’odio razziale; il gioco è stato cancellato stamani da facebook, dopo l’indignazione degli utenti. Era stato pubblicato all’inizio dell’estate e vai a sapere in quanti si sono divertiti a far sparire i barconi a colpi di mouse.

Per chi da della vita di essere umani un gioco e ne simula la strage per divertimento e svago, non ci sono parole. Sappiamo da dove viene il mondo. Ora pure dove andrà a finire.

2 commenti:

Anellidifumo ha detto...

Poi dicono che la scuola pubblica italiana non funziona.

Lightbabi ha detto...

...e pensa, nessuno ha ancora inventato il gioco "Rimbalza l'ignorante"...

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L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo. Essere laici, liberali, non significa nulla, quando manca quella forza morale che riesca a vincere la tentazione di essere partecipi a un mondo che apparentemente funziona, con le sue leggi allettanti e crudeli. Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società.
(P.P.Pasolini, Il fascismo, ora, "Vie Nuove" 1962)

Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quest'abbraccio e non chiedere altro perché la sua vita è solo sua e per quanto tu voglia, per quanto ti faccia impazzire non gliela cambierai in tuo favore. Fidarsi del suo abbraccio, della sua pelle contro la tua, questo ti deve essere sufficiente, lo vedrai andare via tante altre volte e poi una volta sarà l'ultima, ma tu dici stasera, adesso, non è già l'ultima volta? Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quando ti cerca in mezzo alla folla, fidarsi del suo addio, avere più fiducia nel tuo amore che non gli cambierà la vita, ma che non dannerà la tua perché se tu lo ami, e se soffri e se vai fuori di testa questi sono problemi solo tuoi; fidarsi dei suoi baci, della sua pelle quando sta con la tua pelle, l'amore è niente di più, sei tu che confondi l'amore con la vita.

(P.V. Tondelli, Biglietti agli amici, Biglietto n.8)

Sono passati da qui in:

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NON MI SI AMA: O MI SI ADORA O SI TROVA NELL'ODIARMI UNA RAGIONE PER VIVERE



Mi piacciono troppe cose e mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all'altra finché non precipito. Questa è la notte e quel che ti combina. Non avevo niente da offrire a nessuno eccetto la mia stessa confusione.
(J.Kerouac, On the road)


...eppure, nel profondo di me stessa, io sono come prigioniera di un gomitolo aggrovigliato, e con tutta la mia chiarezza di pensiero a volte non sono altro che un povero diavolo impaurito...
(E.Hillesum, Diario 1941-1943)



Non si lotta solo nelle piazze, nelle strade, nelle officine, o con i discorsi, con gli scritti, con i versi: la lotta più dura è quella che si svolge nell'intimo delle coscienze, nelle suture più delicate dei sentimenti.
(P.P.Pasolini, "Vie Nuove" 1961)


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    All around


    La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.
    La nostra paura più profonda, è di essere potenti oltre ogni limite. E’ la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più. Ci domandiamo: “Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?”. In realtà chi sei tu per NON esserlo?
    […] Il nostro giocare in piccolo, non serve al mondo. Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi cosicché gli altri non si sentano insicuri intorno a noi. Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini. […] E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso.
    E quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza
    automaticamente libera gli altri.
    (Nelson Mandela)

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