26.08.09 | Signora mia, se lo lasci dire...
Lei, in una delle sue prime uscite pubbliche, e successivamente in tutte le altre, disse che non esisteva un problema omofobia in Italia. Signora mia, sarà che quando ne succede una poi ne vengono fuori tante, un po’ come quando cadono gli aerei…per un po’ niente, poi, puff! Ne cascano due nell’arco di qualche giorno… Signora mia, lei si è detta tanto, tanto dispiaciuta e ha condannato l’accoltellamento di un ragazzo al Gay Village… ma non basta, sa? Avrebbe dovuto vergognarsi e fare pubblica ammenda per non aver sostenuto e per il non aver intenzione di sostenere sia la legge contro l’omofobia, sia quella per l’estensione del matrimonio alle coppie omoaffettive. Eh, signora mia, che dire poi dei due ragazzi malmenati a Rimini? E di tutti gli altri di cui non si parla? Di tutti quei casi “non eclatanti” che non trovano spazio sui giornali? Sì, perché di casi ce ne sono tanti…un po’ come le donne che vengono stuprate o picchiate…sui giornali ci vanno gli omicidi, episodi di violenza talmente grandi da non poter passare inosservati…eppure vengono stuprate, picchiate, seviziate migliaia di donne all’anno. Sa, signora mia, ci sono ragazzini che si impiccano perché a scuola vengono presi per il culo. Ci sono persone che vengono costrette da un mobbing assillante a lasciare posti di lavoro e troppi non hanno la forza di denunciare. Anche questa è violenza, signora mia, e finché lei non ne prenderà coscienza, non potrà mai essere una ministra delle pari opportunità.
Eh, signora mia, oggi hanno pure tentato di incendiare il Muccassassina. Contro ogni sua diagnosi della società contemporanea, frutto della sua ignoranza e del suo pregiudizio, se lo lasci dire, il mondo glbtq è proprio sotto assedio. E capisco la paura di molti miei amici. Credo che, come è stato scritto, reagire con la violenza alla violenza non sia una soluzione. Ma una soluzione va trovata, signora mia, e di certo non può bastare quello che è venuto fuori dall’incontro tra le associazioni glbt con il sindaco Alemanno: costituzione di un osservatorio sulle intolleranze sessuali, più telecamere e pattuglie delle forze dell’ordine intorno al Gay Village, appoggio del sindaco alla legge presentata dall’On. Paola Concia sulle discriminazioni sessuali e sull’omofobia. Signora mia, il risultato mi pare scarso perché intanto il sindaco ha già detto che non concederà il patrocinio della città di Roma al GayPride del prossimo anno e che non sosterrà iniziative per le oppie di fatto. Insomma, non è che abbia propriamente cambiato idea....In compenso, però, è riuscito a catalizzare l’attenzione dei media sulla sua persona, sia con questa riunione, sia con la condanna del tentato omicidio a Roma, sia con l’attacco ai magistrati, rei di aver lasciato a piede libero l’accoltellatore (anche se, porelli, hanno solo applicato la legge…quindi è la legge ad essere sbagliata, non i magistrati). E mi stupisce che le associazioni che hanno partecipato all’incontro con Alemanno si dicano soddisfatte perché se si continua ad “osservare e monitorare” (perché questo fa un osservatorio, signora mia) e non ad agire, qui si rischia grosso. Le associazioni fanno dossier sulla violenza contro i gay ogni anno quindi credo si sia osservato già abbastanza. Come dice? Più telecamere e più sicurezza al Gay Village? Ma mi faccia il piacere, signora mia, mica succedono solo lì gli atti omofobici! Come dice? Non sento bene...ah, l'appoggio alla legge...Importante, certo, la presa di posizione di Alemanno ma, guardi un po’, non ha detto in che modo intende appoggiarla, visto che ha cessato il mandato da parlamentare nel giugno 2008 in quanto sindaco di Roma. Che farà? Le barricate davanti a Camera e Senato insieme all’Arcigay per sollecitare l’approvazione della legge? Non prendiamoci in giro, signora mia....Un bel gesto sarebbe partecipare alla manifestazione indetta per ottobre dalle associazioni glbt contro l'omofobia ma non si è dichiarato a tal proposito ed inoltre, signora mia, ottobre è lontano...sarebbe forse il caso di anticiparla questa manifestazione, anche per evitare che faccia da palcoscenico ai vip della politica che si degneranno di parteciparvi...sa, signora mia, a ottobre ci sono anche le primarie del PD e vorrei che si evitasse di dare un palcoscenico a chi ancora non si è espresso chiaramente sulla questione omofobia e coppie omoaffettive....
Via, su, siamo sinceri: la dichiarazione di Alemanno era un atto dovuto, una cosa detta tanto per darsi un tono da democratico, tanto per spolverarsi la giacca dalla polvere di un passato di compagnie e frequentazioni politiche che dell’odio verso l’Altro hanno fatto la loro bandiera. No, signora mia, non mi fraintenda, non sto dicendo che le discriminazioni vengano solo da destra. Purtroppo l’omofobia sta di casa pure a sinistra. Eh, signora mia, bisogna che lei e la donna del PD col cilicio, quella che si anima in Parlamento solo quando si parla “de ‘li froci” e di testamento biologico, prendiate atto che esiste un problema omofobia. Che è grave. Che necessita di soluzioni immediate. Che è un problema culturale, non solo di sicurezza.
Sa, signora mia, l’unico modo che lei ha per fare la ministra delle pari opportunità è prendere atto che esistono delle differenze e che lei, in quanto ministra, quelle differenze le deve tutelare e valorizzare. Deve trovare delle soluzioni che permettano ad ogni essere umano di esprimere ciò che è e di vivere la propria vita. Deve mettere in campo azioni mirate che vadano a colpire la cultura omofobica. Lei deve trovare il modo di garantire pari opportunità, che sono il solo mezzo per raggiungere il fine della parità. Lei non è solo la ministra delle donne, dei bambini e dei disabili. Lei è la ministra pure “de tutti ‘li froci”. Di tutti, certo. Perché vede, signora mia, in questo strano paese se a scambiarsi effusioni fossero stati Dolce e Gabbana, nessuno avrebbe avuto a che ridire. Che schifo, signora mia, una società che concede dignità affettiva solo ha chi ha tanti soldi e una posizione di prestigio… che schifo una società in cui non c’è spazio per la cultura della differenza e per il rispetto dell’altro… che schifo, una società in cui si pensa di poter risolvere tutto con il controllo e la repressione, con più telecamere e poliziotti, magari con le ronde…
Signora mia, perdoni il mio ardire ma se lo lasci dire: che schifo tutti quelli come lei che sono convinti che negando il problema, il problema non esista.
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