02.09.09 | Aprire gli occhi e dire basta

Buongiorno, signora mia. Finalmente s’è svegliata, verrebbe da dire. O meglio, ha deciso che non può più tenere chiusi gli occhi sul problema omofobia. E pensare che quei suoi occhioni sono sempre spalancati... Sul suo blog (ma, chissà perché, non sul sito istituzionale del Ministero), con il titolo di “Serve presa di coscienza collettiva”, è riportata un breve testo in cui lei condanna il lancio di bombe carta nella GayStreet a Roma. Oddio, il testo è preso pari pari dall’agenzia apcom, tant’è che lei stessa ne indica la fonte…due righe ex novo poteva pure buttarle giù, signora mia…Comunque, al di là di questo, nel suo blog lei riporta (autocitandosi):

"Bisogna punire i colpevoli di questo gesto inaccettabile e frutto di un clima di raccapricciante emulazione". Così il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, commentando l'ennesimo episodio di intolleranza nei confronti della comunità gay di Roma. "Questo clima di emulazione va fermato con una presa di coscienza collettiva, che condanni l'intolleranza inaccettabile che sembra emergere nelle nostre città. Tutte le forme di violenza sono da condannare duramente, quando poi sono motivate da ragione di discriminazione sessuale o per motivi razziali, si tratta di atti di vera e propria barbarie, che non possono essere giustificati in alcun modo". Fonte APCOM.

Ora aspettiamo che passi dalle parole ai fatti, signora mia, e che oltre alla presa di coscienza del problema cerchi anche di risolverlo appoggiando la legge contro l’omofobia e finanziando progetti culturali, per esempio. Però, mi permetta qualche precisazione. Sa, occupandomi nel mio piccolo di pari opportunità, penso che il gesto non sia “frutto di un clima di raccapricciante emulazione”. Le cause sono un bel po’ più profonde rispetto alla semplice emulazione… E per cortesia non usi termini come “intolleranza inaccettabile”. Su queste questioni è inaccettabile anche la tolleranza, concetto che presuppone che ci sia qualcuno che sopporta, indulge. Vede, signora mia, omoaffettivi non si nasce e non si diventa. Omoaffettivi si è e finché si cercherà di negare questo, non s’andrà avanti di un passo. Non c'è da tollerare niente. C'è solo da conoscere e capire.

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L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo. Essere laici, liberali, non significa nulla, quando manca quella forza morale che riesca a vincere la tentazione di essere partecipi a un mondo che apparentemente funziona, con le sue leggi allettanti e crudeli. Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società.
(P.P.Pasolini, Il fascismo, ora, "Vie Nuove" 1962)

Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quest'abbraccio e non chiedere altro perché la sua vita è solo sua e per quanto tu voglia, per quanto ti faccia impazzire non gliela cambierai in tuo favore. Fidarsi del suo abbraccio, della sua pelle contro la tua, questo ti deve essere sufficiente, lo vedrai andare via tante altre volte e poi una volta sarà l'ultima, ma tu dici stasera, adesso, non è già l'ultima volta? Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quando ti cerca in mezzo alla folla, fidarsi del suo addio, avere più fiducia nel tuo amore che non gli cambierà la vita, ma che non dannerà la tua perché se tu lo ami, e se soffri e se vai fuori di testa questi sono problemi solo tuoi; fidarsi dei suoi baci, della sua pelle quando sta con la tua pelle, l'amore è niente di più, sei tu che confondi l'amore con la vita.

(P.V. Tondelli, Biglietti agli amici, Biglietto n.8)

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NON MI SI AMA: O MI SI ADORA O SI TROVA NELL'ODIARMI UNA RAGIONE PER VIVERE



Mi piacciono troppe cose e mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all'altra finché non precipito. Questa è la notte e quel che ti combina. Non avevo niente da offrire a nessuno eccetto la mia stessa confusione.
(J.Kerouac, On the road)


...eppure, nel profondo di me stessa, io sono come prigioniera di un gomitolo aggrovigliato, e con tutta la mia chiarezza di pensiero a volte non sono altro che un povero diavolo impaurito...
(E.Hillesum, Diario 1941-1943)



Non si lotta solo nelle piazze, nelle strade, nelle officine, o con i discorsi, con gli scritti, con i versi: la lotta più dura è quella che si svolge nell'intimo delle coscienze, nelle suture più delicate dei sentimenti.
(P.P.Pasolini, "Vie Nuove" 1961)


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    La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.
    La nostra paura più profonda, è di essere potenti oltre ogni limite. E’ la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più. Ci domandiamo: “Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?”. In realtà chi sei tu per NON esserlo?
    […] Il nostro giocare in piccolo, non serve al mondo. Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi cosicché gli altri non si sentano insicuri intorno a noi. Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini. […] E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso.
    E quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza
    automaticamente libera gli altri.
    (Nelson Mandela)

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